Sogno di Tenebra


In ginocchio.
Nella chiesa dei miei demoni.
Mi tormentano propaggini di buio antico.
Mi dispero nelle mie pallide mani:
fredde e duramente lisce si sfregano,
si contorcono sul mio volto in lacrime amare.
 
Levo le mani.
Nubi di tempesta si stagliano dietro all’esile profilo di un albero
Curvo e ingobbito alla letale brezza.
L’erba nera si dimena.
 
Ecco! Comincia!
La pioggia tentenna sopra il mio corpo
nudo, arido di passione.
Alzo gli occhi.
Ci provo, le gocce feriscon le mie pupille.
Odo l’aspro messaggio di fine.
Il nero messaggero del dio,
annunzia l’inesorabile giudizio del mondo.
Un corvo zuppo si leva in volo
Seguo il suo planare
fra la pioggia,
sempre più intensa
mestizia del cielo.
 
I cancelli del campo santo gli fanno da trespolo.
Stringo gli occhi.
Una cupa ombra s’addentra.
Si volta
E nell’oscurità del suo cappuccio
si specchiano i miei mali, riflette le mie colpe.
In un gesto disvela,
lingue di fuoco dalle dita.
S’insinuano fugaci nella terra di umida di morte e di lacrime
del cielo e dei cari.
 
Tremo,
al sussultar della terra.
Tremo
Al terrore di ciò che mi si para d’innanzi.
Lampi di metallica luce scuotono la terra dissacrata.
Ossa dagli occhi fiammeggianti si animano.
Tedio per i propri assassini.
Si sollevano e marciano.
Morte il loro inno, omicida la loro mano.
Tetro esercito dall’eterno castigo donato.
Gridan vendetta le vuote gole.
Putridi artigli scavano e scalano
Alla triste non-vita vanno.
 
Solleva lo sguardo il cavaliere,
Nella sua dorata armatura di luminosa certezza.
Inerme,
Come ogni altro.
Dispera nell’ora della fine.
 
Il flagello del dio invade il mondo.
Brucian le città di cemento e metallo
Brucian le leggi stampate a fuoco nelle menti
Brucian tutti e tutto, in un empia pira
 
Osservo tutto,
sofferenza immane:
certezza di solitudine, non ho più lacrime.
Apatico sconto la pena.
In attesa della morte pacificatrice.
Gracchia ancora il corvo,
vola in alto,
vola in alto verso la luce.
Un ultimo sguardo di coscienza.
Vedo la sentenza del dio dall’elmo alato.
 
di William Bonacina

Pace dei Sensi

 
Dolce sonno,
placida volontà di Morfeo
a te ognun, infin,
si piega.
tiepida illusione di morte.

[Il povero pezzente nella casa infetstata;
stringe a sè la coperta di cartone.
Ratti e insetti son i suoi orsacchiotti
Il ricco signore
nel palazzo sontuoso
di rigira inquieto
all’annaspar di un arrogante e pomposo cucciolo isterico.

Il vagabondo viaggiatore
senza dimora
erra per la terra
una sacco e una mantella,
questo il misero giaciglio]

Nella tranquilla pace del tuo abbraccio
ognun si rotola, bambin
senza difetto alcuno
nell’intrinseca tenerezza
di chi chuide gli occhi e sogna ,
un sonno tranquillo…
lupi sembran agnelli;
tutti bianchi capi
dello stesso, grande gregge.

di William Bonacina

“Welcome To The Machine”

Mi sento sempre più parte di questa società che disprezzo… parte dei suoi ingranaggi ben oliati… infidi… che entrano in te… silenziosi… sostituendo il sangue con olio, la materia grigia con fili e cavi… gli occhi con lampadine inespressive…

Sono sempre più alienato… in un mondo dove tendo sempre più a diventare un puntino in un quadro di Seurat.  

Dov’è il sogno romantico ?  Il mio slancio vitale ? perché non riesco a trovare la forza di mandare a fanculo gli obblighi e le regole… il percorso che mi è stato messo davanti…

Sento che esso mi porterà a soffocamento delle mie passioni… e possibile che io diventi come Madame Bouvary ?

lì davanti alla sua finestra a sognare passioni e cose che non avrà mai veramente ? passioni impossibili perché anacronistiche ? 

Inseguire le proprie passioni si sa è rischioso… ma perché il mio furore si è sopito ? avevo detto finisco la scuola e poi via ai miei sogni… ma la pigrizia e il tedio… me l’hanno in parte impedito… così come altre distrazioni del moderno vivere…

So che dovrei sentirmi grato e fortunato perché ho cose che altri neanche si sognano… ma le cose non le apprezzi mai finchè non le perdi, non le hai o non te le guadagni.

Perciò vorrei fuggire da questa realtà che mi soffoca… ma da solo so che non riuscirei… prendere e partire… andare da una fanciulla ignara di ciò che provo… raccontarglielo… scoprirla d’accordo e andare… contro tutti contro tutto… solo noi due…

L’università è una bella esperienza… ma mi sento troppo obbligato… com’era alle superiori… obbligato da tutte queste volontà che mi vogliono indirizzare… non farmi errare… ma come posso… capire che hanno ragione se prima non sbaglio ?

 E poi se troppo studio e troppo conosco le cose già fatte più rischio di citarle ripeterle nei mie scritti… creando esperienze eclettiche di dubbio gusto… e che chiunque potrebbe sminuire dicendo… “si ma somiglia troppo a quello” o “è un classico…” ma se non conosco come faccio a scrivere testi di un certo livello… ma il punto che più m’infastidisce è il dover studiare per avere qualcosa di ufficiale… un titolo… è forse l’ufficialità che da peso alla tua cultura e alla qualità dei tuoi testi ? potrei dire no… ma cosa mi differenzierebbe dagli “opinionisti” ? potrei dire Si ma è una strada che conduce a far parte della “machine” secondo il mio punto di vista… ho semrpe creduto di essere un alternativo… uno lontano dai modi di pensare odierni… ma ha volte mi scopro peggiore dei peggiori… come fare a dimostrarlo a me ? ogni volta che faccio dico qualcosa… mi trovo un campo in cui inserirmi… una categoria…una categoria della “machine” …

 

C’è voglia di rivolta… di rivoluzione ma qual è la via giusta ?

Ode All’Oscura

 
Oh mia Signora oscura
vengo a te da terre lontane
e di troppa luce
dopo un tormentato viaggio
nella mia anima inquieta.
 
Non oso alzar il mio capo,
chino e coperto
sulla tua tenebrosa bellezza.
Permetti al mio sguardo di punger
la tua pelle
fredda e anemica.
 
Travoglimi
con le tue pene infernali
sciogli il tuo sorriso
a cotanta dedizione
mia dolce principessa oscura
 
Vorrei perdermi nella tua mente;
vagare, sperso
in quel labirinto buio
trovarne il tesoro
da portarti come pegno.
ed esser degno d’amarti fra le lenzuola delle tenebre notturne.
 
S’intendi che il mio sentimento è vero
non ritrarti
non fuggirmi
te ne prego.
 
Ne morrei all’istante,
come si muore una sola volta;
prigioniero di nuovo
di mura di rovi
la mia stessa armatura.
 
Fa che da essi nascan le nigre rose
d’una passione oscura.
 
Voto di trovar
te e solo te,
feci al cielo cupo e ceruleo dei miei monti
 
Tu oscura guerriera
che lotti,
glaciale
per trovar posto
al tuo nero bocciol
nell’arido giardino del mondo.
 
Viaggiai per tinger di rosso
i suoi petali col sangue
del mio timido cuore;
immolato a te ,
mio sommo sacrificio
per rinascer con te
a nuova vita
 
di William Bonacina

Bimba di Pietra

 
Con la fredda manina, reggi il fuenreo viso;
mesta maschera di malinconia
e tremendo monito della fine.
Triste bambola di pietra
 
Prego di mai incntrarti
durante le cupe ore del vespero
o nelle notti pù profonde;
tanto a me care
ma oltremodo cariche di tedio
e balsfemi incubi ad occhi aperti.
Perchè il tuo volto,
già segnato dalla rovina
della cenere dei tempi,
al lume del tremule cero
o della fredda d’uman artifizio
diverrebbe al pari di una meschina
e malvagia
cratura d’oltretomba
che mi trascinerebbe
nell’eterno gorgo della follia.
 
Come spettro tormentatore
come demone supplizziatore
il tuo sguardo muto mi scruterebbe
a fondo
scavando
erodendo
scavando ed erodendo
fin nel più profondo recesso
del mio animo impuro
tediandomi
col castigo dell’inquieto riflettere
 
di William Bonacina
 
era un po’ che volevo postare questi versdi ispiratimi da una statua che ho visto a Peré Lachaise e volevo aspettare di arrivare a quel punto col diario dell’Interail… che ha questo punto credo che non riuscirò a postare per intero… comunque la foto della statua la trovate nell’album "Cemetery Gates"

Primo Giorno di Università !!!

 
Così oggi ho cominciato pure io con la nuova vita di studente universitario.
Dopo la mia pseudo-inutile "gita" di lunedì a Mercalli dove mi son recato pensando di cominciare il corso di Letteratura italiana che ho invece scoperto iniziare proprio oggi.
I giorni precedenti a mio ingreso nel mondo dell’univeristà son stati scanditi da un piacevole evento, la scoparte di avere una compagna di corsi che già conosoco: si tratta della Francesca, fidanzata del mio amico fraterno Valerio (conosciuto sul web con il nome di Biondo Potenza come ama farsi chiamare per mettere in evidenza la sua eccelsa massa muscolare ) non che ex-compagno di classe all’I.S.A, lei è l’unica che riesce a sopportare lo slancio vitale di quel ragazzo… prima o poi la faran santa… quella povera ragazza … anche lei ex-studentessa dell’Istituto d’Arte, di un anno maggiore, aveva perso l’anno e quindi ci ritroviamo gli stessi corsi.
Comunque una piacevole sorpresa anche perchè avendo appurato che al giovedì abbiamo due materie "obbligatorie" sovrapposte ci possiamo dividere le lezioni e di conseguenza gli appunti. (Ma quando fanno gli orari hanno le fette di salame negli occhi ? Boh).
L’altra preoccupazione era quella di riuscire a raggiungere in tempo la lezione di "Architettura dle Paesaggio" che viene svolta in Via Noto, che dista circa venticinque minuti da Via Mercalli ove abbiamo la lezione di "Letteratura Italiana", immediatamente precedente.
Problema risolto grazie al "quarto d’ora accademico" una piccola riduzione della lezione che permette l’aggevolazione degli spostamenti da una sede all’altra.
Certamente sonor iamsto molto ben impressionato dalla Professoressa Nuvoli, quella di Letteratura Italiana, una donna gioiale e dalla battuta pronta ma sopratutto così appasionatamente innamorata della sua materia da rendere piacevole e per nulla pesante la lezione, che, devo ammettere, è proprio volata.
Ha premesso che non faremo gli autori che a lei non piacciono, com’è normale, tra cui c’è sicuramente Verga , odiato da gran parte degli studenti vista l’ovazioen che si è sollevata quando ha detto che non l’avremmo studiato. (meno male neanche a me piace troppo… e poi i Malavoglia son pesanti da leggere scritti interamente in dialetto).   
Finita letteratura italian ci siam trasferiti in Via Noto per la lezione di Architettura del Paesaggio dove la Professoressa Zerbi, dalla spiegazione più professionale e distaccata, ci ha introdotto gli argomenti di studio, Credo che le lezioni sul cambiamento del paesaggio e della città tenute dal Professor Profumo e quelle sullo "Spazio esistenziale/architettonico" del Prof. Mirzan durante l’anno scorso mi torneranno molto utili per questa materia.
Ho anche scoperto che Architettura del Paesaggio durerà fino a novembre poi il corso della Prof.ssa Zerbi si trasformerà in Geografia del paesaggio, praticamente un altro corso…utile per il curriculum futuro sia che scelga beni archivisti e librari sia che sposti il mio interesse su archeologia, come sto pensando in questi giorni; purtroppo l’ombra del corso di Greco, obbligatorio per quest’ultima disciplina,  offusca le mie idee… già per quest0anno devo imparre il Latino… il cui corso comincerà dall’11 ottobre.
Per questo Giovedì seguirò Architettura del Paesaggio, mentre dalla settimana successiva mi alternerò con Francesca, seguendo letteratura italiana e così fino alla fine dei tempi… ^^
Questo venerdì già vacanza inattesa causa sciopero ATM…
 
Ora vi saluto… alla prossima con spero buone nuove dall’Università  
Ciao William  

I Bei tempi Andati

Spesso mi trovo a riflettere sul mio passato… e in particolare in questi giorni che ormai preludono al mio ingresso in università… oltre alle classiche domande… “Sarò All’Altezza ?” e simili incognite per il futuro vengono alla mente ricordi di tutti i vari ingressi ad ogni nuova scuola: elementari dall’asilo, poi medie e superiori… ogni volta le domande son simili: “che mi aspetta ?” “riuscirò a fare nuove amicizie ?” e proprio sulle amicizie ci si sofferma spesso a riflettere… Amici che non si vedono per anni… gente che scompare nonostante all’ultimo saluto ci si fosse ripromessi di rimanere in contatto…

E’ successo tante volte, alle elementari non me ne son neanche reso conto… ma eventi fuori dal mio controllo hanno giocato con la mia vita… strappandomi al mio paese, alla mia terra… alla mia casa madre trascinandomi poco lontano ma abbastanza per perdere i contati con gli amici d’infanzia che stavano comunque cambiando…

Una nuova tempesta poi scosse la mia vita trasportandomi in una nuova dimora… che divenne l’uscio della fredda indifferenza famigliare… figli, madre con rapporti più gelidi di quelli che si tengono con un passante incontrato per strada in una serata piovosa.

Ogni pretesto… un litigio… tanta rabbia repressa, tanta rabbia per il destino o per qualunque legge regoli le vicende della vita su questa terra.

Il nuovo paese riservava comunque buone amicizie, oggi molto consolidate, nient’altro che parte dei compagni di classe delle medie… e per fortuna che proprio un prof delle medie disse “Tanto le amicizie scolastiche che si ricordano di più e che rimangono più forti son quelle delle elementari e delle superiori”  magari avrà ragione in un futuro… ma per ora sta sbagliando di grosso.

Per me che ho sempre avuto come motto: “Pochi ma Buoni” la nostra celebre “Cerchia Interna” si sta allargando un po’ troppo per i miei gusti… e anche amici che un tempo si sarebbero fatti schifo per come sono adesso (soprattutto per ciò che ascoltano) sono cambiati… purtroppo è questa la triste realtà… anche se non è giusto definirla triste… perché è naturale il cambiamento e l’evoluzione… sono io che avendo uno spirito romantico sono meno incline al progresso mio e degli altri… resto legato al passato e soffro nel vedere che tutto cambia e io rimango indietro…che il mio modo di pensare diventa desueto… ciò che ascolti… ciò che fai… i tuoi valori… e tu che fai allora t’intestardisci ristagnando nelle tue convinzioni perché credi nei tuoi ideali stabili che non cambiano con la corrente della moda. Prendendola in quel posto in buona parte degli aspetti della vita.

Resti comunque affascinato dalla via semplice dell’adattamento e della conformazione e rimani lì, instabile, inquieto, senza un posto.

Non so se è stato per i nefasti eventi che portarono al collasso della mia famiglia che sono cresciuto in fretta… rimanendo sempre troppo bambino… rimanendo così legato al mio passato alla mia infanzia rimpiangendone i ricordi felici

Prima Il Piacere e poi il Dovere

 
 
Sono da poco tornato da Milano dove mi son recato per consegnare i moduli d’immatricolazione in segretieria e suggellare così il mio ingresso in Università Statale. Ma i miei pensieri eran tutti per la stupensda serata di ieri passata ancora una volta con Elio e le Storie Tese.
Credo sia stata la prima volta che il gruppo si è esibito a Lecco l’affluenza è stata  alta ma non straordinaria… spero che la gente non sia venuta per la scarsa pubblicità e non perchè quella sera era in onda la prima puntata dell’"isola" (come ha più volte  fatto notare lo stesso Elio)
Guestpresenc, direttamente da Sesto, Boyer: ormai mio ex-compagno di classe e grande amico. che si è "sposato" ottimamente con la compagnia dei miei "conterranei" soci, e amici di soci, che ci hanno accompagnato al concerto. Piazzo, Spero e Duffy non potevano mancare, avendomi già "accompagnato" allo spettacolo dell’Idroscalo a cui aveva partecipato anche Bisio.
Il Concerto è stato entusiasmante il gruppo a suonato pezzi come "Shpalmen", "Fossi Figo", "Cara ti Amo", "DiscoMusic".
Non è potuto mancare quel "pazzo malato" di Mangoni che si è esibito in tante performance vincenti: come balerino di lap-dance, tutti i vitelli de "il Vitello dai Peidi di Balsa" e alla fine si presentato con un fuori programma vestito da Supergiovane devstando il palco con l’asta del microfono… ^^ Neanche la pioggia, arrivata a circa metà concerto, ha fermato la frenesia che il gruppo ha diffuso fra la folla che rispondeva alle canzoni "demenziali" e alle battute con risate o "insulti" ^^
Alla fine del concerto siamo andati tutti assieme vicino al retro palco per vedere se riuscivamo a strappare qualche autografo o quattro chiacchere con i membri della band. Un esaltatissimo Piazzo, che grazie ad un suo alto amico è riuscito a ottenere una bacchetta di Meyer il suo volto si è illuminato d’immenso quando ha visto la bacchetta stretta nelle sue mani, e contando che Piazzo è un batterista e che Meyer è uno dei suoi idoli direi che è una bella soddisfazione. Comunque siamo riusciti anche a cacciar quattro balle con Meyer stesso ed io ho ottenuto un autografo di Elio mentre gli altri di tutti i membri della band e alcuni anche dle pazzo Mangoni.
Una Serata davvero divertente e spensierata un buon preludio prima di tornare seri per l’immatricolazione di stamattina che segna ufficialmente la mia entrata in università

Riguardo Martina (L’Amore) o A-Marty

 
"Si capisco bene i sentimenti degli stilnovisti… anch’io ho questa visione della donna e dell’amore come elevazione ad una visione più grande… la prima volta che mi sono innamorato… la fanciulla in questione era sempre nei miei pensieri e mi ha fatto cambiare, è questo l’amore: mutamento. Le mie sicurezze sono crollate mi sentivo disarmato davanti ad un mondo tutto nuovo. io la guardavo sognante immaginandomi con lei su un colle ad ammirare il tramonto, o l’alba; ma quand’ella mi rivolgeva la parola io mi rifugiavo dietro la mia passività, stupidamente. Ero arrivato perfino a immaginarmi il mondo devastato da qualche catastrofe naturale; ed io che partivo alla sua ricerca, abbandonando la mia terra e la mia famiglia, per trovarla, senza pace finché non l’avrei trovata, viva o morta che ella fosse…
Il dramma accadde quando io decisi di confessarle i miei sentimenti, ma timidamente lo feci in modo imperfetto e idiotamente moderno, nascondendomi dietro uno dannato messaggio telefonico. ripromettendomi di parlarle ed esporle tutto ciò che provavo l’indomani. ma il giorno seguente quando le chiesi cosa ne pensava e se voleva ricambaire il mio amore lei si rifiuto. il mondo mi corllò addosso e il cuore si frantumo in tanti pezzettini piccolissimi… come poteva qualcuno per cui io avevo sacrficato il mio modo di essere, la mia mente, a cui mi ero dedicato con tutta l’anima rifiutarmi così…
ovviamente lei non ne aveva colpa, perchè io non ero certo stato un così spudorato araldo di ciò che provavo. mi nascondevo timido dietro una maschera fredda…
Ahimè e ora sono alla ricerca della stessa estasi amorosa, di quell’elevazione che tanto agogno, come una droga dell’anima".
 
17-05-06 Filosofeggiando con un Amico.
 
Ho deciso di postarlo… leggere queste parole è come se io avessi smesso di fumare da anni e mi riaccendessi una sigaretta… mi fa del male ma vuoi mettere col piacere che ti dà ? o magri è solo un modo per rileggere della mia idiozia ed esorcizzare l’accaduto… o per imparare ogni volta dagli errori… mah…
 
 
 
 

Romantica

 

"…quando è la ragione stessa a trascinarti verso l’irrazionale e a farsi travolgere dalla follia dei sentimenti e delle emozioni più oscure sostenendone la veracità quello, signori, quello è il romanticismo…"

William Bonacina 28/08/2006

Cronache di un Interail

  

Giorno 0 

31/07/06

 
Il viaggio sta finalmente per cominciare e già sono sorti i primi inconvenienti.
Sicuro di torvare i soliti treni delle .06 di ogni ora che da Calolziocorte vanno a Milano Garibaldi non ne ho controllato la disponibilità per oggi, giorno della partenza. Guarda se la sfiga non doveva metterci lo zampino: il treno prescelto, cioè quello delle 11.06, non c’è. 
Prendendo quel treno sarei arrivato a Milano in tempo per prendere quello delle 12.25 per Genova dove farò tappa da mio zio. 
Ho scoperto solo ora che il treno è sospeso per l’estate: dal 29/07 cazzo due gironi fa… questa è sfiga e disattenzione bella e propria.
 
Ok ora sono sul treno che mi porta a Milano Garibaldi e da lì dovrò fare un paio di fermate di metro e arrivare a Centrale…lì dovrò aspettare le 14.10 per prendere l’IC per Genova…
 
***
 
Appena partito da Calolzio ho guardato fuori dal finestrino cercando di stamparmi nella mente, come una bella fotografia, i monti della Val San Martino che mi hanno fatto da casa, da madre e da padre severi, assieme ai colli ed ai paesini arroccati su di essi immersi nel piacevole verde estate dei boschi, esaltato, dalla luce del sole che scende dal cielo senza nubi.
Il castello di Rossino, mia patria d’infante, si staglia orgoglioso dal colle a gradoni su cui s’intrecciano filari di viti ancora acerbe.
 
Superato Airuno il treno percorre un piccolo tratto sul crinale della montagna e da qui ogni passeggero può gustarsi la valle dove tante case e capannoni di fabbriche si mesocolano al verde, sempre presente, nella mia bella valle.
Qunate albe ho visto da quest’altura… quanti soli rossi-arancio salivano stagliandosi sul cielo che assumeva le colorazioni più particolari: dall’arancio al viola, dal rosso al verdino… uno spettacolo davvero emozionante; da me spesso ignorato per al stanchezza che mi copriva come una coltre, a quell’ora del mattino.
Nei cinque anni delle superiori ho fatto questa tratta tutte le mattine e la conosco praticamente a memoria.
Dopo Olgiate, dove mi trovo in questo momento aspettando che passi la coincidenza (a me non serve) che torna verso Lecco, le montagne cominciano a diventare bassi muretti lasciando il posto alla pianura coltivata e a file di alberi ben disposti, i boschetti "selvaggi" diventano ormai una merce sempre più rara. I soliti cantieri perennemente aperti: le reti rosse lungo i binari, aste di ferro infilate nel cemento, cumoli di ghiaia grossa… da lontano una torre medievaleggiante spunta da una radura sull’ultimo die colli.
Tralicci di grigio acciaio collegano le lunghe autostrade elettriche. Aridi campi da calcio mi riportano alla mente le partite a pallone della mia infanzia nel campo, altrettanto sabbioso, dell’oratorio; terra battuta e sassi in una larga fascia centrale da porta a porta senza risparmiare il centro campo. Pelle deturpata e ginocchia sbucciate, trofei di guerra delle spensierate partitelle d’infante.
L’imminenza dell’arrivo ad Osnago, luogo in cui abita il mio ormai ex-compagno di classe Persa e gli appena sfuggiti pensieri sul calcio mi ricordano la partitella a "Calcio Violento" maschi contro femmine, indetta proprio da quest’ultime, organizzata sulla spiaggia di Barceloneta durante la gita di quarta superiore: è stato uno dei momenti più divertenti della mia vita; il gioco ci aveva fatto scordare tutti i fanzionismie tutti i rancori, solo la voglia di giocare e divertirsi imperava. i ragazzi a petto nudo e le ragazze in bikini, in pratica un’accozzaglia di "deficenti" che si ruzzavano e si spingevano nella sabbia bollente della città catalana.
Scrivendo e scrivendo sono giunto a Carnate, che io considero confine e termine delle bellezze naturali selvaggie; dalla prossima stazione, Arcore: l’ambiente diventerà sempre più urbano e "cittadino"… quante volte mi son sentito dare dell’ "Heidi" da alcune mie spocchiose compagne: cittadine dell’interland milanese nate e cresciute fra condomini, capannoni e palazzi pseudo moderni.
Gli Unici spazi di verde imbrigliati in parchi e giardinetti. Ho sempre "disprezzato" certi individui poiché tendono a sviluppare un’irragionevole fiducia nel potere dell’uomo e ad un irrispettoso rapporto con la natura e l’ambiente circostante.
In risposta a soprannomi denigranti che insultavano le mie origini "montane" io rispondevo, orgoglioso di tale genesi, della molteplice presenza della loro "gente" nella mia terra, priva dei, a loro tanto "cari" confort cittadini, che durante l’estate o le altre vacanze fugge dallo stress della vita di corsa fra smog e nebbia del capoluogo lombardo. Questi interventi sfociavano spesso in superbi  vanti delle piogge che bagnano alberi e tetti della valle e che vanno poi a gonfiare il fiume, purttroppo sempre più inquinato ed infestato dalle alghe e altre corruzioni industriali. Meglio rifugiarsi nell’alto dei piccoli paesini dove la cosa più fastidiosa sono i pettegolezzi tipici delle minuscole comunità e sport nazionale delle popolazioni le cui più alte percentuali sono formate da maschi e femmine all’alba e al tramonto della vita.
 
Eccomi a Monza la città che mi ha ospitato durante il mio periodo scolastico superiore. Non ho mai avuto una buona impressione della gente di questa città e più gli ho conosciuti più ho conferamto i miei sospetti iniziali. Borghesi e provincialotti, ovviamente salvo alcune eccezzioni eccezzionali, qui si uniscono le peggiori caratteristiche delgli abitanti montani e l’arrogante sicurezza nel progresso dell’abitante di città… anche qui molti vecchi e quindi mentalità antiche… e i giovani, ovviamente, costretti alla fuga e chi non fugge si adatta e si conforma. 
Accanto a me si son seduti due, credo, turisti di lingua spagnola gli ascolto parlare magari imparo qualcosa, anche se, il castigliano mi serve a poco in questo viaggio…
Stiamo arrivando a Sesto San Giovanni mi fermo un po’… riprenderò più tardi… a dopo… ho già scritto cinque pagine in puro stile surrealista abbandonandomi al trascrivere il pensiero immediato…. 
 
***
 
 Eccoci di nuovo. Sono sul treno in viaggio da Milano a genova arriverò in stazione verso le quattro di questo pomeriggio.
Carrozza 9 posto 95 così diceva il biglietto, inizialmente scazzato dalla lontananza della carrozza rispetto alla mia posizione sulla banchina, ho raggiunto il mio scompartimento. Dopo una breve visita al bagno della carrozza sono ritornato al mio posto e vi ho trovato una signora seduta nel posto di fronte al mio. Capelli lunghi raccolti dietro, occhi tondi e grandi; ella mi ha salutato cortesemente. Ho ricambiato contempalndo con occhiate veloci e discrete la sua camicetta a fiori e la sua pelle lampadata, di un rosso che metteva in risalto gli occhi azzurrissimi. Ho sistemato lo zaino nell’apposito porta bagagli ma non prima di aver recuperato il libro da viaggio. Poco dopo ci ha raggiunti un’altro passeggero. Un signore calvo e barbuto dal "pallore" tipicamente indiano che si è silenziosamente accomodato facendo un semplice e sbrigativo gesto alla signora, che credendo che esso si dovesse sedere nel posto accanto a lei stava spostando le borse che aveva lì appoggiato.
Prima della partenza abbiamo incontrato il nostro ennesimo compagno di viaggio. Ancora un signore, stavolta bianco e dall’aria austera e distinta: dalla folta barba grigia e nera e il viso segnato dall’età.
Durante il viaggio intuisco che si tratta di un avvocato. Infatti cominciando un classico discorso sul caldo con la signora finisce a parlare di un anche grave notizia che egli ha da poco scoperto in un archivio giudiziario. Pare che alcune navi italiane cariche di rifiuti tossici venenro affondate intenzionalmente al largo della liguria per evitare di smaltire e quindi pagare… questo accadde ben diciott’anni fa ma si sa che la giustizia italiana è lenta. Tutto era partito dalla notizia che a Genova, in quei giorni, si erano chiuse parecchi tratti di mare balneabile a causa delle così dette alghe "killer" e la notizia dell’affondamento era stata portata come causa della tossicità delle alghe tossiche. 
Io ascolto, curioso, quest’uomo che sembra averne viste di ogni colore… un ulteriore conferma della mia tesi mi arriva quand’egli, poco priam di Pavia, interroga il signore indiano sulla sua zona di provenienza, cercando di capire se avese visitato quella particolare zonadurante la sua carriera da "marittimo" (com’egli si definì al momento) nel 1984.
Capisco che quest’uomo è un buon "Ramingo" esperto e navigato. 
Io però non trovo il coraggio di imbastire una chiaccherata sui suoi viaggi, nonostante i molteplici spunti che saltano fuori nei discorsi. La mia timidezza e riservatezza sono ancora lampanti, dovrò e spero tanto di perderla man mano che questo viaggio proseguirà.. sento che se ci fosse stato Michele avrbbe saputo rispondere ed argomentare una bella discussione con quest’uomo colto… io invece son più un buon ascoltatore ma, ahimè non incito al discorso.
 
       
 
 

Home Again

 
Eccomi !!! Sono Tornato !!!
 
Dopo un’avventura, che dico avventura, una vera e propria esperienza di vita… proprio come mi aspettavo… sono successe cose che non 
mi sarei assolutamente mai immaginato…ho conosciuto gente che mai avrei creduto, neanche alla lontana, di incontrare e conoscere,   
ho dormito nei posti più improbabili… e visitato posti fantastici e meravigliosi… ma vi racconterò tutto nelle pagine di diario che hod eciso di pubblicare qui sul blog… sarà bello rivedere le miei emozioni durante i vari momenti del viaggio… capire anche come, cosa e se è cambiato qualcosa. Che dire ancora… ora vi lascio con l’intro… cioè le mie sensazioni prima di partire, cioè all’abbandono di quello che doveva essere il mio compagno d’Interail… atttimi di sconforto alla notizia del suo abbandono.
 
Prologo
25/07/06
 
Eccomi. mi ritrovo qui a pensare, a pochi giorni dalla partenza per l’interail.
Viaggio che invece non si farà.
Il mio compagno: persona che ho sempre considerato simile a me, dotata di quello spirito decadente che all’alba del nuovo
millennio, in quest’era così veloce e che cambia rapidamente (a mio parerer in peggio), sta scomparendo.
Parlò di quell’insensata voglia di viaggio, di avventura e di conoscere davvero il mondo esplorandolo dal vivo invece che guardarlo passare, filtrato, attraverso lo schermo televisivo….
Poche, rare come diamanti tra falsi fondi di bottiglia, sono le perosne del genere, che si sentono inadatte alla propria società, hanno voglia di cercare qualcosa di diverso, forse di migliore, la voglia di viaggiare per il solo gusto di farlo…
L’inettitudine della ragione decadente può manifestarsi in pigrizia dell’animo. Se non si ha il giusto livello di praticità, o meglio
ancora di follia e se non si ha il giusto sprono o motivazione si rischia di restare in eterno a casa vagheggiando solamente il viaggio.
Esaltandolo come essenza unica di vita ma serve il coraggio di tentare, di rischiare un’azzardo. L’attaccamento alla terra natia o
alle comodità casalinghe possono essere ostacoli però spiriti del genere: troppo inetti, perennemente in bilico tra il sogno sublime e la realtà disprezzata.
E’, arrivando al punto, ciò che è successo al mio compagno, anzi ex-compagno, d’Interail.
Non se la sente di affrontare un viaggio di sedici giorni di puro vagabondaggio, senza una vera meta, andando dove si vuole
seguendo il vento, lui mi ha esposto el seu ragioni. le capisco, ho avuto anch’io di quei pensieri ma forse è proprio questo il punto:
non bisogna pensarci troppo. O forse sono io che che ho quella dose in più di pazzia… magari mi faccio troppo infervorare 
dall’ideale bohemiene. E’ comunque più bello tornare a casa dopo una lunga assenza e ritrovare la propria famiglia e i propri affetti, raccontando storie di eventi particolari, di momenti incredibili vissuti in viaggio, imprevisti, luoghi visitati.
 Ora mi trovo qui pregando me stesso di scovare il coraggio e la forza interiore per partire da solo.
Senza un compagno chi farà le foto mentre tu ti stagli su di un paesaggio da sogno ? chi ricorderà le parti degli anedotti ?
insomma mi servirebbe un compagno. Io non sono così esuberante e socievole da trovare un amico in giro però i viaggi sono così
imprevedibili che non si può mai sapere. Quest’erranze possono costituire veri e propri battesimi del fuoco, riti d’iniziazione al mondo, utilissimi per momenti coem il post-maturità quando non si sa ancora cosa sarà del futuro.
Sento che dopo il viaggio cambierebbe molto… e forase è questo che mi trattiene un po’ dal partire… la paura delc ambiamento… la 
paura di perdere la mia fanciullezza interiore… ma son convinto che a restera a casa e a non vedere il mondo il bambino muoia e si
corrompa nel conformismo e ristagni nella comodità e nel benessere.
Voglio e devo fuggire dal bouvarismo cantato da Flaubert, devo dimostrare magari più a me stesso di non essere un piccolo e  
spregevole borghese che sa evadere solo attraverso i libri ma che so anche concretizzare le mie ideologie.
Spero di trovare il coraggio di superare lo mia inettitudine. Temo un po’ il rancore e l’apatia del solitario che assapora l’amicizia  che gli veine poi tolta o ne resta deluso; devo capire che il distacco è necessario per poter assaporare la felicità del ritrovarsi.
Spero, se partirò, di non subire l’ansia di provare avventure emozionanti ma inverosimili così da non apprezzare ciò che mi succede
trasformando eventi particolari in banalità…  
 
 

Un Ultimo Saluto

 
Manca davvero pochissimo alla partenza… poche ore e sarò in viaggio per raggiungere mio zio a Genova e la mattina dopo inizierà il viaggio vero e proprio… Approfitto di questi momenti per salutare tutti coloro che viistano "regolarmente" il mio blog… augurandogli ogni bene per il futuro e per le immediate vacanze… spero di tornare sano di mente e salvo… ^^ al massimo è stato bello conoscervi… ^^
 
Ciao a Tutti

CLDBS + EELST “Coèsi se vi pare”

Gente Non ho mai riso così tanto…

Quei due sono dei pazzi… sopratutto Elio e gli altri membri del gruppo… mi hann fatto divertire come non mai… Bisio poi si è esibito anche nella storica imitazione di Dario Fo… AHAhaha… avevo le lacrime agli occhi… tantissimi scacth misti dove i due, amici da tempi immemori, si sono esibiti in tantissimi "monologhi" a suon di musica, battute assurde… ho comprato anche il Dvd perchè una cosa del genere è davvero unica e irripetibile…mi dispaice soltanto che siano rimasti fuori dal Dvd i pezzi più belli del concerto come "Il Vitello dai piedi di Balsa"; "Servi delle Gleba"; "Cara Ti Amo" e "Supergiovane" fatti in colaborazione con Bisio e dove quel folle di Mangoni a dato via libera a travestimenti, voci e escalation davvero inimmaginabili e assurde ma divertentissime…

Soldi spesi bene anche se arrivati all’Idrosaclo temevamo che il tutto saltasse causa pioggia ma alla fine i nuvolonisi sono diradati lasciando via libera allo spettacolo e all’incredibile ilarità suscitata dalla coppia più divertente… Ragazzi quanto ridere.. compagni d’avventura: Piazzo; Duffy (amico d’infanzia che non vedevo da tempo…) e il maestro di batteria di Piazzo… tutti sinmpaticissimi ed espertissimi di musica… purtroppo niente foto ne autografi… 

ManCa PoCO

0Oramaii il punto di non-ritorno è stato superato.
Oggi Pomeriggio ho comprato il biglietto per L’Interail e ho fatto la tessera degli ostelli.
La Data della partenza è fissata per il primo Agosto, anche se la vera e propria partenza sarà il 31 Luglio quando raggiungerò mio Zio a Genova dove passerò la notte per poi cominciare il viaggio vero e proprio arrivando a Ventimiglia e da lì l’intenzione è sueprare il confine francese e raggiungere Marsiglia o la priam grande città francese.
Nei giorni successivi passerò, fermandomi a scelta o caso, nei posti che più ‘ispirano sulla strada che porta prima a Lione e poi a Parigi per finire di vistare ciò che ho saltato durante la gita scolastica. In fondo una città del genere merita più di una visita… mi feremrò un girono o due poi raggiungerò il Belgio e poi l’Olanda fino ad Amsterdam tappa finale del viaggio. se poi riesco vorrei tornare passano per la Britannia e la Normandia ma la vedo dura.
Questo è l’itinerario del Vioaggio che spero cambi la mia vita… viaggi del genere sono esperienze che cambiano la vita… formano l’indipendenza di un’individuo… e fanno maturare.
Partirò da solo perchè all’ultimo il mio compagno d’avventura mi ha lasciato solo, non sentendosela di fare un viaggio del genere per tutti i 16 gg della durata del biglietto: beh ammetto che lo capisco più di due settimane a girare vagabondi per l’Europa… è pesante e può spaventare… e appenasaputo della sua rinuncia volevo abbandonare anch’io l’idea del viaggio… ma dentro di me sentivo che era adesso o mai più… e grazie anche all’ispirazione della mia Musa dell’irrazionale (Ancora Grazie Ireth) ho deciso di partire in solitaria per quello spero sarà il mio batetsimo del fuoco…
Durante il viaggio cercherò di tener un diario con le mie riflessioni e gli eventi che caratterizzeranno l’avventura… spero davvero di riuscire a tenerlo aggironato e a scriverlo decentemente peerchè al mio rtiorno lo pubblicherò sul blog così da condividere le mie esperinze con voi…
 
Ma nell’attesa questa sera Grand Concerto all’Idroscalo… Elio e le Storie Tese con la partecipazione di quella sagoma di Claudio Bisio… ci sarà da ammazzarsi dalle risate… se riesco a farmi fare una foto con loro due mi sa che non potrò partire causa eccesso di sbavo e infarto improvviso ^^… va beh sepriamo almeno in un autografo…
 
A domani per l’esito del Concerto !!! ciao a tutti