La Postilla

Un Altro spezzone da "Aspettando Godo" (Spettacolo teatrale di Claudio Bisio); come si intuisce dal titolo stesso "postilla", questo monologo conclude lo spettacolo.
 
Prima di andarsene definitivamente
Maurizio Zanchi*
Guardava solo in aria, non parlava neanche più, era in anticipo sulle sue stesse parole, stava cominciando ad anticipiare anche i gesti; spesso mangiava prima di avere fame, si svegliava prima di addormentarsi, tornava prima di partire.
Finché un giorno azzardò l’anticipo definitivo
Provò a vivere prima di essere vivo.
E lì, Maurizio incontrò Dio.
Fu, ma qui il passato diventa stupidamente approssimativo; si potrebbe ugualmente dire è, sarà, sarebbe stato o fosse un incontro cordiale ma con qualche stranezza.
In anticipo sulla stretta di mano Dio congedò Maurizio e in anticipo sul congedo Maurizio si ripresentò al cospetto di Dio per un incontro che secondo la logica avrebbe dovuto essere il secondo ma che Maurizio propose di chiamare: -1.
Dio si rese conto di avere di fronte un osso duro.
Per dargli meno chance anticipò il tempo dell’incontro a prima della nascità del genere umano ma Maurizio lo anticipò presentandosi prima della nascità di Dio.
Ora ma si potrebbe ugulamente di sempre stavano di fronte il non-essere di Dio e il non-essere di Maurizio.
Si guardarono nei non-occhi.
[che è tutt’altra cosa del non guardarsi negli occhi]
I non-occhi di Dio erano fiammeggianti: "Perchè mi sfidi ?!" disse
"Hai considerato quanto il mio non-essere sia più potente del tuo ?! Se io non ci sono, tutti gli uomini sono persi e vagano in un mondo di tenebre. Se non ci sei tu… al massimo qualcuno dirà: Era uno simpatico…"
"Simpatico…" disse fra i denti Maurizio "Lo stesso non si può dire di te"
Il non-essere di Dio provò una gran rabbia, una gran voglia di distruggere quel non-essere così stupidamente presuntuoso; di quella che per altro era una sua non-creatura.
Ma pima di precipitarlo nell’universo sconosciuto della non-memoria volle chiedere a colui che aveva osato sfidarlo di esprimere un ultimo desiderio.
Il non-essere di Maurizio esitò, per la rpiam volta nella sua non-esistenza poi si fece prestare un elegante non-penna e con la sua personalissima calligrafia scrisse in anticipo nel cuore del futuro genere umano un enrome: QUO**
 
*“Maurizio. Maurizio Zanchi. Forse qualcuno di voi non se lo ricorda, ma per tutti gli altri che l’hanno conosciuto e l’hanno amato, perché non c’erano mezze misure-o lo amavi o lo odiavi- Maurizio ha rappresentato una stagione all’interno della nostra vita. Anzi, una vita all’interno della nostra stagione.
Maurizio è tutto quello che noi abbiamo cercato di essere senza volerlo. Anzi, tutto quello che abbiamo dovuto essere senza poterlo. Tutto quello che avremmo potuto essere senza doverlo. Maurizio è tutto quello che noi abbiamo creduto di dover essere senza desiderare di poterlo fare. Tutto quello…”
** La Sindorme di Quo è praticamente il non saper cosa dire quando toccherebbe noi dire qualcosa.
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Sublimazione del Consumismo

Questo breve testo è tratto da uno spettacolo teatrale di Claudio Bisio: "Aspettando Godo". io l’ho trovato divertente ma anche interessante sulla filosofia che ci sta alle spalle. ho eliminato alcune battute che facevano riferimentoa parti precedenti dello spettacolo.

"[…]
Anche il concetto di Consumismo
questa aprola che una volta ci faceva… un po’ paura…cioè una volta tra andare in albergo o in sacco a pelo… Sacco a Pelo!
però pensandoci bene e maturando… non è poi così brutto il consumismo… certo se tu dormi tutto il giorno non fai del consumismo ma basta che tu vivi, cammini fai del consumismo… non so fra un po’ queste scarpe saranno piene di consumismo e dovrò cambiarle ma magari ho fatto delle cose belle.
Un giorno stavo facendo consumismo con un mio amico
all’improvviso siam passati davanti ad un engozio Hi-Fi
Lui mi fa: <<Fermo! Guarda lì!>>
e mi fa vedere un video registratore: Hi-Fi, stereo, a colori, col fermo-immagine e il telecomando digitale.
E poi mi dice: <<Guarda là!>> e me ne fa vedere un altro, non era neanche un videoregistratore… era solo un lettore, mono, bianco e nero… non so come funzionava: mettevi una cassetta a colori e la vedevi in bianco e nero.
non c’era neanche il telecomando, c’era solo un perettino tipo abatjure.
E mi dice <<Secondo te qual’è meglio ?>>
Non era facile… dovete ricordare il concetto di consumismo… sentivo odore di tranello.
<<Bisognerebbe provarli…a volte il perettino funziona meglio del telecomando digitale…>>
<<Stai attento!>>
<<Ma è per te ?>>
<<Si sai volevo comprarlo…>>
<<Ah beh… allora cambia tutto…>> sai uno di quelli che non si lava…con la barba insomma un po’ un reduce…
<<Beh effettivamente se è per te…per l’uso che ne fai tu…>>
<<Stai attento…>>
<<Lo so che devo stare attento…>>
<<A me sembra che… a me sembra meglio quello là>> (indica quello moderno)
<<Anche a me>> mi dice lui
Meno male non era un trabocchetto
però mi dice: <<Vedi… però quello lì costa due milioni e ottocentomila lire e quell’altro seicentomila lire…>>
<<Neanche costasse due milioni e otto quella cagata…>>
<<Eh però vedi io due milioni e otto non li ho; quasi quasi compro quell’altro>>
Mi è venuta su una tristezza…non mi era simpatico ma me lo evdevo a casa col perettino.
Allora ho avuto un’intuizione… gli ho detto:
<<Tu devi Sublimare il Consumismo>>
<<Cioè ?>>
<<Non è facile spiegare… Tu rinuncia del tutto>>
<<Cioè ?>>
<<Tu rinuncia del tutto.. Piuttosto che vedere un film: mono, bainco e nero col perettino e meglio non vederlo a colori , stereo col telecomando digitale>>
<<Cioè ?>>
<<Scusa… piuttosto che vedere un film così-così è meglio non vederlo nel migliore dei modi>>
<<Eh veramente si può!>>
<<Si certo…>>
<<Sei un amico!>>
[…]
Io questo concetto lo applico anche nella mia vita, non so… con le ragazze… piuttosto che avere una ragazza così-così è meglio non avere un figone della madonna… che almeno non cel’hai ma almeno… e che si sente potrebbe anche non averne tre o quattro e questo è bello insomma…" 

Ora sparate le vostre considerazioni  

 
P.S: ovviamente la comicità era espressa molto dalla gestualità e dalle facce di Bisio ma vi assicuro che è divertente.