Eccomi !!! Sono Tornato !!!
 
Dopo un’avventura, che dico avventura, una vera e propria esperienza di vita… proprio come mi aspettavo… sono successe cose che non 
mi sarei assolutamente mai immaginato…ho conosciuto gente che mai avrei creduto, neanche alla lontana, di incontrare e conoscere,   
ho dormito nei posti più improbabili… e visitato posti fantastici e meravigliosi… ma vi racconterò tutto nelle pagine di diario che hod eciso di pubblicare qui sul blog… sarà bello rivedere le miei emozioni durante i vari momenti del viaggio… capire anche come, cosa e se è cambiato qualcosa. Che dire ancora… ora vi lascio con l’intro… cioè le mie sensazioni prima di partire, cioè all’abbandono di quello che doveva essere il mio compagno d’Interail… atttimi di sconforto alla notizia del suo abbandono.
 
Prologo
25/07/06
 
Eccomi. mi ritrovo qui a pensare, a pochi giorni dalla partenza per l’interail.
Viaggio che invece non si farà.
Il mio compagno: persona che ho sempre considerato simile a me, dotata di quello spirito decadente che all’alba del nuovo
millennio, in quest’era così veloce e che cambia rapidamente (a mio parerer in peggio), sta scomparendo.
Parlò di quell’insensata voglia di viaggio, di avventura e di conoscere davvero il mondo esplorandolo dal vivo invece che guardarlo passare, filtrato, attraverso lo schermo televisivo….
Poche, rare come diamanti tra falsi fondi di bottiglia, sono le perosne del genere, che si sentono inadatte alla propria società, hanno voglia di cercare qualcosa di diverso, forse di migliore, la voglia di viaggiare per il solo gusto di farlo…
L’inettitudine della ragione decadente può manifestarsi in pigrizia dell’animo. Se non si ha il giusto livello di praticità, o meglio
ancora di follia e se non si ha il giusto sprono o motivazione si rischia di restare in eterno a casa vagheggiando solamente il viaggio.
Esaltandolo come essenza unica di vita ma serve il coraggio di tentare, di rischiare un’azzardo. L’attaccamento alla terra natia o
alle comodità casalinghe possono essere ostacoli però spiriti del genere: troppo inetti, perennemente in bilico tra il sogno sublime e la realtà disprezzata.
E’, arrivando al punto, ciò che è successo al mio compagno, anzi ex-compagno, d’Interail.
Non se la sente di affrontare un viaggio di sedici giorni di puro vagabondaggio, senza una vera meta, andando dove si vuole
seguendo il vento, lui mi ha esposto el seu ragioni. le capisco, ho avuto anch’io di quei pensieri ma forse è proprio questo il punto:
non bisogna pensarci troppo. O forse sono io che che ho quella dose in più di pazzia… magari mi faccio troppo infervorare 
dall’ideale bohemiene. E’ comunque più bello tornare a casa dopo una lunga assenza e ritrovare la propria famiglia e i propri affetti, raccontando storie di eventi particolari, di momenti incredibili vissuti in viaggio, imprevisti, luoghi visitati.
 Ora mi trovo qui pregando me stesso di scovare il coraggio e la forza interiore per partire da solo.
Senza un compagno chi farà le foto mentre tu ti stagli su di un paesaggio da sogno ? chi ricorderà le parti degli anedotti ?
insomma mi servirebbe un compagno. Io non sono così esuberante e socievole da trovare un amico in giro però i viaggi sono così
imprevedibili che non si può mai sapere. Quest’erranze possono costituire veri e propri battesimi del fuoco, riti d’iniziazione al mondo, utilissimi per momenti coem il post-maturità quando non si sa ancora cosa sarà del futuro.
Sento che dopo il viaggio cambierebbe molto… e forase è questo che mi trattiene un po’ dal partire… la paura delc ambiamento… la 
paura di perdere la mia fanciullezza interiore… ma son convinto che a restera a casa e a non vedere il mondo il bambino muoia e si
corrompa nel conformismo e ristagni nella comodità e nel benessere.
Voglio e devo fuggire dal bouvarismo cantato da Flaubert, devo dimostrare magari più a me stesso di non essere un piccolo e  
spregevole borghese che sa evadere solo attraverso i libri ma che so anche concretizzare le mie ideologie.
Spero di trovare il coraggio di superare lo mia inettitudine. Temo un po’ il rancore e l’apatia del solitario che assapora l’amicizia  che gli veine poi tolta o ne resta deluso; devo capire che il distacco è necessario per poter assaporare la felicità del ritrovarsi.
Spero, se partirò, di non subire l’ansia di provare avventure emozionanti ma inverosimili così da non apprezzare ciò che mi succede
trasformando eventi particolari in banalità…  
 
 
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