Con questo tema sono risucito a prendere il mio primo "otto" in un tema d’italiano e lo voglio condividere con voi:
 
Traccia:
"La Fantascienza nella letteratura, nel cienma e elal teelvisione è solo ricerca di svago ? O vuol dire che l’uomo non può appagarsi di una realtà sperimentale e verificabile"
 
Negli ultimi anni; ma da sempre nel cinema e ancor prima nella letteratura, il genere fantascientifico/fantasy ha riscosso un grande successo.
Perchè ancora oggi, in una società dove quasi tutto è spiegato ed è alla portata di tutti, questi generi fantasiosi ed irrazzionali sono così seguiti dalla gente ?
Per capire il perchè bisogna risalire la corrente del tempo scoprendo le origini del genere fantastico. Questo genere ha radici molto antiche, tanto antiche quanto lo sono le favole e le fiabe; non mi riferisco alle raccolte che autori come i fratelli Grimm e Andersen fanno nel diciannovesimo secolo ma alle tradizioni popolari trasmesse oralmente dai membri anziani delle società arcaiche, che man mano si sono fissate nella cultura di un popolo dando vita, a volte, ai miti e alla leggende di intere etnie.
Nel Medioevo, periodo di forte religiosità, di misticismo e di grande ignoranza popolare le leggende presero piede in modo talmente radicato da diventare reali per la gente comune e per molti cheirici e studiosi che credevano nella magia e nell’esistenza di creature fantastiche. Esseri provenienti dalle tradizioni pagane come: unicorni, draghi, grifoni, chimere vennero raccolti in libri denominati "bestiari" che ne riportano nomi, disegni, e il significato simbolico di ognuno di essi. Significato che non rimarrà follia di pazzi, invasati ed ignoranti ma si insinuerà nella cultura europea; anche influenzando eventi molto importanti nella storia umana, perfino a livello mondiale.
Vogliamo ricordare anche le tradizioni esoteriche come l’alchimia, considerate magiche e perseguitate come "opere del diavolo" nel medioevo quanto nel secolo della controriforma.
Altri generi, diffusisi nel Medioevo e nel Rinascimento, determineranno alcune caratteristiche del cinema e della letteratura fantascientifica e fantastica. Il ciclo bretone e quello carolingio sono popolati di figure fantastiche: il mago Merlino, la fata Morgana; creature magiche: come l’Ippogrifo de "L’Orlando Furioso" di Ariosto; oggetti incantati: il Grall, Excalibur; ma sopratutto, come è ovvio che vi siano in un romanzo cavallereso, impavidi eroi e arditi paladini senza macchia e senza paura. Questa figura del cavaliere perfetto verrà messa un po’ in discussione dall’Ariosto e da Torquato Tasso ne "La Gerusalemme Liberata".
La produzione fantastica subisce un arresto con l’avvento del secolo dei lumi; quando il grande progresso scientifico portò una grande fiducia nella ragione. La tradizione fantastica venne disprezzata e bollata come stupida ed infantile ma essa resterà nascosta, addormentata come un dio oscuro pronto a svegliarsi in tempi maturi. E così, come detto da Vico nella teoria dei "ricorsi storici", un nuovo periodo "infantile" si aprì, fra la fine del settecento e gli inizi dell’ottocento, riportando alla luce i mostri della tradizione popolare nei racconti dello Sturm un Drang e del romanticismo; che svelarono quanto questo universo fantastico fosse radicato nella mente umana. Così radicata da tormentare l’uomo nei recessi della sua coscienza: ricordiamo il "Faust" di Goethe e il "Frankenstein" di Mary Shelley.
Un’ennesima rivoluzione industriale porterà alla nascita dei primi romanzi fantascientifici in cui le teorie scentifiche vengono portate all’estremo creando situazioni al limite dell’impossibile. Un esempio di questi romanzi è "Viaggio al Centro della Terra" di Jules Verne.
Ma di nuovo l’archetipo fantastico, mistico ed esoterico tornerà a far sentire il proprio magico richiamo agli inizi del ventesimo secolo manifestandosi nella letteratura, in romanzi come "Dracula" di Bram Stoker, e nella musica con le opere di Richard Wagner. Nello stesso periodo le opere di Madame Blavatsky e Rudolf Steiner riscrivevano la storia dell’uomo con le loro teorie sulle iperboree razze del passato: Atlantidei e Lemuri, dotate di intelelttto e capacità superiori, scomparse a causa della promiscuità con le razze "inferiori". Questi modelli verranno ripresi da Hitler e saranno causa di uno dei più grandi drammi della storia dell’umanità.
Sempre agli inizi del novecento J.J.R. Tolkien, un professore inglese, raccoglierà tutte le tradizioni popolari e le leggende nordeuropee creando un vero e proprio mondo "alternativo" popolato di creature fiabesche come: orchi, nani ed elfi scrivendo quella che è considerata l’opera omnia della letteratura fantasy: "Il Signore degli Anelli".
La tradizione fantasy ebbe ben poche traduzioni nel mondo del cinema ; sono pochi i titoli che trattano questi argomenti e appartengono, principalmente agli anni settanta e ottanta del novecento; ricordiamo film come: "Legend", "Krull", "La Storia Infinita", "Willow", "Labyrinth", "Lady Hawk" poco più che storie divertenti e fantasiose pensate per un pubblico più govane.
Solo una recentissima trasposizione cinematografica del romanzo di Tolkien ha mostrato come questi argomenti possano essere una metafora della vita vera, riscuotendo perciò un grande successo fra le grandi masse.
Un altro genere che corre parallelamente a quello fantasy è quello fantascientifico e ha il suo apice, in letteratura, con Asimov. Una grande mania della fantascienza permea la cinematografia dalla seconda metà del novecento a oggi dando la luce a pellicole considerate fra i capolavori del cinema di tutti i tempi: "Metropolis", "Blade runner", "Alien", "2001 Odissea nello Spazio", "Dune", "Il Pianeta delle Scimmie", "Guerre Stellari" e il recentissimo "Matrix" sono solo alcuni dei titoli di questo spettacolare genere pieno di effetti speciali e di tematiche fantastiche: nuovi mondi e pianeti, creature aliene, droidi, robot e cyborg; macchine e computer impazziti che sfuggono al controllo dell’uomo che si ritrova loro schiavo, viaggi e paradossi temporali, lotte per il dominio dell’universo sconfinato.
Con tutta questa premessa voglio far capire come questi temi non nascano dal nulla ma siano profondamente radicati nell’immaginario umano collettivo e nascano dalla voglia inconscia di sfuggire alla realtà.
Come ho dimostrato queste opere nascono sempre nei periodi di crisi esistenziale, quando la società diventa scientifica e razionale e non permette nessuno sfogo o fuga che non sia altrettanto standardizzata e ben voluto dalla società. Oggigiorno si sta riproponendo la stessa situazione e quindi non stupisce che film e romanzi fantascientifici e fantasy siano fra i più letti; poichè servono a evadere dalla realtà e a mostrare i comportamenti più nobili dell’animo umano, forse per ispirare le nuove generazioni. in conclusione questi romanzi e film sono tutt’altro che un semplice svago.
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5 pensieri su “Un Tema da 8

  1. anche secondo me era da 10!!!!
    caxxo è veramente bello…. mi ha colpito molto….
    sono contento di saper che sei una ragazzo inteligente come pochi e anche questa volta sei riuscito a distinguerti dalla massa nella maniera piu elegante"!!!!!!!!!
    mitico!!!!!

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