I° Giorno
 
Mi sveglio e mi accorgo che la luce del mattino filtra dal finestrino della cuccetta illuminando i miei compagni di viaggio ancora addormentati.
Mi metto seduto, con la schiena che mi fa veder le stelle, guardo fuori dal vetro che mi separa da quella che penso sia la campagna francese.
Mi sorprende il fatto che i grandi prati e le verdi colline in alcuni punti formino dei veri e propri laghi di acqua piovana.
Enormi pozzanghere da cui spuntano alberi scuri che alzano i rami al cielo grigio come dei bagnanti che affogano nelle acque fangose di quelle strane pozze.
assumo la tipica posizione da pensatore: con il gomito appoggiato accanto al finestrino e sprofondo in pensieri malinconici come lo spettacolo che si presenta ai miei occhi ancora assonnati.
Man mano anche i miei amici si svegliano e guardano fuori; si stupiscono pensando alle condizioni atmosferiche che dovevano aver causato quella devastazione.
Sapevamo che c’era stato brutto tempo negli ultimi giorni ma nessuno pensava a quel livello.
Perfino piccoli spruzzi di neve resistevano nelle zone che, a giudicare dai rilievi, non vedevano mai la luce del sole nell’arco della giornata.
Quando la campagna lascia il posto alle prime cittadine; resto incantato ad osservare i tetti delle case: mai visti spioventi tanto acuti.
Nel giro di un oretta o poco più raggiungiamo finalmente la stazione Bercy scesi dal treno e radunati tutti i vari membri delle quattro classi ascoltiamo i prof che ci spiegano le nostre prossime mosse: il programma prevede di lasciare le valige in albergo o eventualmente nelle camere se queste risultassero libere e di cominciare la vista della bella Parigi.
Ci avviciniamo il più possibile all’albergo con la metropolitana (che per altro è davvero eccellente per indicazioni e aspetto; tutte le linee sono diverse e all’avanguardia… altro che Milano () poi proseguiamo a piedi; ed è una bella scarpinata con le valige appresso, fino all’albrego… che è niente popo di meno che un "Ibis Hotel" che a giudicare dall’edificio: maestoso, nove piani, tutto in vetro e metallo, promette proprio bene.
L’albergo è solo  ma come qualcuno mi ha detto… "bisogna aggiungere una stella agli alberghi europei per ottenerne uno italiano di pari valore" comunque anche come albergo a tre stelle mi sembra davvero "esoso" ()
 
Entrati chiediamo informazioni per sapere se le camere sono libere e… TRAGEDIA…
scopriamo che non sono disponibili fino alle 15.00 e dato che sono più o meno le 11.00 la cosa è abbastanza irritante… per lo più non possiamo lasciare le valige da nessuna parte.
Siccome nessuno a voglia di trascinarsi i bagagli per tutta la città decidiamo di restare nella hall finchè non si libereranno le stanze.
Finalmente le nostre stanze sono libere saliamo e ci cambiamo.
Pronti; ma stanchi, ci raduniamo il Prof Abbiati ci dice andremo a  vistare "Le Centre Pompidu" di Renzo Piano: "presunto" capolavoro dell’architetto genovese che ha pensato di far risaltare la struttura e quindi non ha coperto con rivestimenti l’architettura; lasciando in vista le tubature metalliche e perfino le scale esterne sottolinenandole con colori diversi a seconda delle varie funzioni… il risultato lo potete vedere nelle foto (a me non piace molto…)
La cosa che forse ci attira e colpisce di più sono le bizzarre "sculture" all’interno della fontana vicino all’edificio di Piano.
Nonostante il clima incostante che ci rovescia addosso spruzzi di goccioloni temporaleschi alternati a sprazzi di sole la visita di Parigi prosegue.
Raggiungiamo "Les Halles" un centro commerciale che si sviluppa in quattro (o forse più… non ricordom bene) piani sotterranei e si snoda come un labirinto sotto la superfice di vecchio mercato parigino.
Le vie sotterranee sono coperte da volte di vetro che immergono i vari livelli nella luce naturale… peccato che con quel tempo e a quell’ora del giorno di luce ce ne fosse ben poca.
cmq lasciamo il centro commerciale perchè ormai si sta avvicinando l’ora di cena e raggiungiamo il bistrot con cui è convenzionato l’albergo.
Dopo una lunga attesa dovuta alla Lucci che era ancora in giro con una quarta e visto che solo lei avevva i Ticket per mangiare abbiam dovuto attendere quasi mezzora per poter mangiare.
 
Il cibo di questo Self Service non era proprio ottimo; anzi a detta di molti era al limite dello schifo ma visto che "O mangi la Minestra o Salti dalla Finestra" anche questi si son adattati e hanno mangiato; a me  personalmente non mi è dispiaciuto più di tanto… mi ricordava il cibo della mensa delle medie, in particolare il pollo arrosto… anche se in tempo di Aviaria non so quanto potesse essere sicuro… Ma sono anocra qui a raccontarvelo quindi…
 
Tornati in albergo ci mettiamo nelle camere… lavati e cambiati per la sera decidiamo all’unanimità di non uscire ma di stare in camera a cazzeggiare.
Anche qui con Boyer e Persa partono filmati e foto idiote a cui partecipa anche Edo (se volete vedere qualche filmato ve lo posso passare tramite msn) cmq verso l’una ci addromentiamo stanchi per la giornata frenetica. 
 
(continua…)
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3 pensieri su “Cronache di Una Gita a Parigi

  1. ..no beh veramente me la cavo abbastanza in inglese..ma d solito non prendo più di 7..7 1/2 al massimo..la mia prof è abbastanza bassa coi voti x questo l\’8e1/2 è un caso eccezionale!
    Ciauuz

  2. .. Mi hai fatto ricordare la mia stupenda estate del 2000.. Parigi mi è piaciuta un sacco. COMPLIMENTI PER IL BLOG, SOPRATTUTTO PER COME  SCRIVI!   

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